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Prodigy Kid. Francesco Cavaliere e Leonardo Pivi

Arte contemporanea e arte antica si incontrano e si influenzano reciprocamente nella mostra Prodigy Kid | Francesco Cavaliere - Leonardo Pivi, a cura di Daniele Torcellini, organizzata dal MAR - Museo d’Arte della Città di Ravenna e realizzata grazie al prezioso sostegno della Regione Emilia-Romagna, del Programma POR FESR Emilia-Romagna 2014/2020 - Asse 6 - Azioni 2.3.1. “Città Attrattive e Partecipate”, de La Cassa di Risparmio di Ravenna, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, di Romagna Acque Società delle fonti. 

Di generazioni diverse, Leonardo Pivi 1965, Francesco Cavaliere 1980, i due hanno percorso, e percorrono tutt’ora, strade artisticamente autonome. Tuttavia, dal 2018, collaborano alla creazione di racconti fantastici e favole contemporanee, che prendono la forma di installazioni di mosaici, sculture e oggetti, animate da azioni performative, in cui la parola e il suono ci conducono in una esplorazione della nostra e della loro immaginazione. La mostra, allestita al primo e al secondo piano del Museo, nasce dall’idea di presentare una sperimentazione artistica attuale, intensa e originale, che vede il mosaico, in equilibrio tra passato e presente, tra ortodossia ed eterodossia, in grande rilievo e organicamente intrecciato con altre forme espressive e altri media. 

La mostra è divisa in più sezioni, al percorso artistico di collaborazione tra Francesco Cavaliere e Leonardo Pivi, a cui sono dedicate le sale espositive del secondo piano, si affiancano, a partire dal primo piano, due sezioni nelle quali sono presentate, in chiave retrospettiva e sotto forma di interventi personali, opere autonome dell’uno e dell’altro. Fil rouge delle scelte è l’idea di mettere in evidenza non solo l’attività condivisa, ma anche le esperienze personali dei due, tra assonanze e dissonanze.

La mostra propone un ampio ventaglio di materiali, tecniche, linguaggi e temi e un suggestivo confronto con l’arte antica. Il dialogo con le tracce del passato, recente o remoto, componente non secondaria della poetica del fantastico dei due artisti, li ha portati, nel tempo, a confrontarsi con alcune significative testimonianze: il lascito letterario dello scrittore francese Raymond Roussel, nella prima fase del loro lavoro testimoniata in mostra dal Ciclo del Solimandante, e, successivamente, il Mosaico di Anubi, di II-IV sec., conservato al Museo della Città di Rimini e incluso nell’installazione che i due hanno dedicato al reperto archeologico, Anubis vs Baboon e interamente riproposta in mostra, comprendendo anche il mosaico riminese. L’attitudine di queste due serie di opere, trova riscontro con la più recente serie di lavori, realizzata per l’occasione della mostra ravennate, e dedicata alla leggenda del Mostro di Ravenna. La serie Prodigy Kid, da cui l’intera mostra prende il titolo, ospita eccezionalmente un disegno di Leonardo da Vinci riconducibile ad una delle iconografie del Mostro, circolate nei primi decenni del Cinquecento; un’edizione a stampa seicentesca di un disegno acquerellato del Mostro eseguito da Ulisse Aldrovandi, pubblicata nel volume postumo, Monstrorum historia cum Paralipomenis historiæ omnium animaliume; e una selezione di opere databili al I sec. a.C. - II sec. d.C., provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scelte dagli artisti in collaborazione con il museo napoletano, con il fine di ampliare l’orizzonte immaginifico della loro reinvenzione della leggenda cinquecentesca, realizzando così un’installazione in cui si mescolano archeologia e arte antica, leggende e iconografie rinascimentali, memorie da video game e racconti da speculative fiction.

La mostra nasce con l’obiettivo di testimoniare una delle traiettorie che il mosaico ha imboccato, muovendo i suoi passi anche da Ravenna, nel contesto della ricerca artistica contemporanea. Il tortuoso ed eterogeneo labirinto che propone non potrà che lasciarci disorientati, ammaliati, turbati o rapiti, nella difficoltà di riconciliare emozioni contrastanti e complesse come è di consueto quando l’arte si confronta con le complessità e le contraddizioni che ci appartengono

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