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Le Arti al tempo dell'esilio

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08 Mag 2021 - 04 Luglio 2021

Le Arti al tempo dell'esilio

Chiesa di San Romualdo, Via Baccarini 7 - Ravenna

Ente Organizzatore: Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura, MAR Museo d'Arte della città di Ravenna

Ingresso: € 10 intero; € 8 ridotto e gruppi ; € 5 studenti e insegnanti

Orari:
da martedì alla domenica 10-19
lunedì chiuso

Giorni di Chiusura: Lunedì

Sede: Chiesa di San Romualdo - Ravenna (via Alfredo Baccarini 7)

 

 

 

Chiesa di San Romualdo, Ravenna via Baccarini 7
Biglietteria mostra: Museo Tamo, Via Nicolò Rondinelli, 2
                                  MAR, Via di Roma 13


PRENOTA ORA

Dal 8 maggio al 4 luglio 2021, presso la chiesa di San Romualdo a Ravenna,  la preziosa mostra “Le Arti al tempo dell’esilio”, secondo grande appuntamento del ciclo espositivo “Dante. Gli occhi e la mente”, promosso dal Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura e dal MAR Museo d’Arte della città di Ravenna, a cura di Massimo Medica

 Prenotazioni visite guidate: tel.0544 482477- prenotazionimar@ravennantica.org

Convenzioni:

I visitatori che si presenteranno alla biglietteria dei Musei San Domenico di Forlì per Dante. La visione dell’arte con il biglietto d’ingresso della mostra ravennate, potranno usufruire dell’ingresso ridotto pari € 11; viceversa coloro che si presenteranno alla biglietteria del Museo d’Arte della città e presso il Museo TAMO (adiacente alla chiesa di San Romualdo) per visitare la mostra Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’esilio con il biglietto d’ingresso della mostra di Forlì potranno usufruire del biglietto di ingresso a tariffa ridotta pari a € 8.

Insieme alla tradizionale convenzione fra istituzioni culturali sulla reciprocità della riduzione del costo del biglietto di entrata alle esposizioni, si inserisce nell’accordo per la prima volta un biglietto integrato che dà accesso alle due mostre e consente la visita a Ravenna del nuovo “Museo Dante” 

Il biglietto integrato sarà disponibile a una tariffa agevolata di € 17, e darà l’opportunità di ingresso alle due mostre e al “Museo Dante” di Ravenna. Con le stesse modalità e comprendendo i medesimi eventi e istituzioni, sarà possibile, inoltre, acquistare un biglietto cumulativo dedicato alle famiglie (da 4 persone in su) pari a € 50.00.

 

 

 

 

 

 

Nell’affrontare la figura di Dante più volte ci si è interrogati sul particolare ruolo che l’esperienza visiva poté avere nella concezione delle sue opere; molti hanno notato la capacità del poeta di pensare direttamente per immagini, attingendo, soprattutto nella Commedia, a un repertorio che certamente doveva comprendere anche le esperienze figurative.

E questo soprattutto se si considera che egli era nato e vissuto a Firenze, città che dalla metà del XIII secolo in avanti aveva vissuto una notevolissima fioritura artistica, culminata con l’esperienza di Cimabue (documentata in mostra dalla Madonna di Castelfiorentino) e poi da quella sorprendente dell’allievo Giotto (Madonna di San Giorgio alla Costa, Polittico di Badia), di cui Dante dovette conoscere le opere, come attesta il celeberrimo passo del Purgatorio «Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo e ora ha Giotto il grido».

Come fiorentino il poeta fu certamente testimone privilegiato dei fatti più salienti che caratterizzarono l’arte locale che troverà proprio con Giotto, nella scoperta del vero e nella certezza dello spazio misurabile, una sua dimensione più universale e italiana così come lo stesso Dante andava facendo in quegli anni con la sua ricerca di una lingua, il “volgare illustre”, di portata peninsulare.

Non meno determinante da questo punto di vista dovette essere anche la traumatica esperienza dell’esilio che, iniziato nel 1302, porterà  il poeta a peregrinare per varie corti e città dell’Italia centro-settentrionale venendo così ad arricchire il suo “vasto patrimonio di immagini” di cui  certamente  dovette tenere conto  nel momento in cui compose la Commedia, pervasa da continue suggestioni figurative e da riferimenti al mondo visibile. Un percorso che la mostra intende ripercorrere, seguendone le principali tappe fino a giungere all’ultimo approdo a Ravenna, dove, come è noto, il poeta si spense esattamente settecento anni fa. Roma, Forlì, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa, Ravenna, costituiscono alcune delle tappe principali del suo esilio, che scandiscono il percorso della mostra nella quale figurano alcuni capolavori assoluti prodotti nell’età di Dante (tra cui opere di Cimabue, di Giotto, di Nicola e Giovanni Pisano, preziosi manoscritti miniati, oreficerietessuti) attraverso i quali è possibile ripercorrere le più importanti vicende che caratterizzarono tra il XIII e il XIV secolo l’arte italiana, connotata proprio in questi anni da profonde mutazioni e novità. 

 

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